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Ristorante Coria – Caltagirone

Caltagirone è una piccola perla dell’entroterra catanese, meta di turismo internazionale e patrimonio mondiale dell’umanità dal 2002. Una città che sta vivendo un periodo di forte sviluppo, famosa per le ceramiche, i presepi artigianali e per la sua scalinata in maioliche di oltre 130 metri.  Ed è proprio a Caltagirone che nasce il ristorante Coria, una stella Michelin. Un luogo semplice e conviviale in cui si gode del buon cibo e della grande passione di due giovani chef innamorati delle proprie tradizioni.


Giuseppe Coria è un figura di spicco nel panorama gastronomico italiano. Membro dell’Accademia Italiana della Cucina e Federazione Internazionale di stampa gastronomica, era un ex colonnello siciliano appassionato dalla cultura enogastronomica della sua terra natale. Il suo libro Profumi di Sicilia, infatti, è considerato una vera e propria bibbia della tradizione culinaria sicula in quanto “raccoglie, classifica, illustra e descrive le ricette più autentiche e genuine della cucina isolana”. Ogni appassionato di cucina non può non averlo in libreria.

Ed è proprio a Giuseppe Coria che Francesco Patti e Domenico Colonnetta hanno dedicato il loro primo ristorante, una dedica che lascia ben presagire sulla qualità e la forte sicilianità dei menù proposti. Conosciutisi al cospetto di Ciccio Sultano a Ragusa Ibla, i due giovani chef hanno deciso di far fruttare le rispettive esperienze per creare qualcosa di unico nella bellissima Caltagirone. Ed il risultato è andato ben oltre le aspettative.

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Personalmente ciò che apprezzo di più da Coria è l’atmosfera. Quando si pensa a un ristorante di questo calibro infatti, si ha sempre paura di essere assaliti da un gran senso di inadeguatezza. Niente affatto! L’arredamento curato e accogliente, l’infinita dolcezza della responsabile di sala Federica e l’umiltà di chi lavora in cucina rendono questo posto un’oasi di pace e serenità.

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Ma veniamo al bello, la pappa! Essendo a due passi dalla casa in cui è cresciuto mio marito, Coria è per noi una tappa fissa durante le vacanze a Caltagirone. Le volte in cui ci siamo andati sono state  moltissime e sarebbe difficile scegliere solo alcune tra le prelibatezze che abbiamo assaggiato. Ho deciso quindi di parlarvi dell’ultima volta in cui ci siamo stati che, caso ha voluto, combaciava con l’uscita del nuovo menù. Noi abbiamo optato per il percorso di degustazione Equilibrio che contempla una mise-en-bouche, un antipasto, un primo, un secondo, un pre-dessert e un dolce al prezzo estremamente ragionevole di 45€ bevande escluse.

Neanche il tempo di scegliere il vino, un Cerasuolo di Vittoria dal gusto rotondo e armonico, che subito ci viene proposta un’ottima degustazione di olio extravergine del luogo accompagnato da diverse tipologie di pane fresco prodotto con farine artigianali locali. Ma non è tutto, perché dopo pochissimi minuti ecco arrivare anche un benvenuto dagli chef.

Si tratta di un piccolo tour gastronomico in 4 finger food che racconta la storia dei due padroni di casa formatisi rispettivamente a Venezia e Milano. Ecco perciò rappresentato il capoluogo lombardo con una patatina di riso allo zafferano con spuma di ossobuco, quello veneto con un cubetto di polenta e battuto di baccalà, Ragusa con la sua tipica scaccia ragusana e infine Caltagirone con una rivisitazione della muffuletta, un panino al finocchietto che si usa fare in città per la festività dell’8 dicembre. E già così direi che Ciccio e Domenico meritavano 10 minuti di applauso. Ma era solo l’inizio…

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Il menu prevedeva in entrée una crema di zucca con spaghetti di castagne e chips di patata viola e come antipasto delle verdurine dell’orto crude e cotte con spuma soffice di primo sale, due piatti che all’apparenza possono sembrare banali ma che l’esperienza e la bravura dei due chef rendono due capolavori del gusto. A seguire triangoli di pasta ripiena con stracotto di vitello su crema di porcini secchi, la mia portata preferita in assoluto! Un piatto che non volevo finisse mai: la pasta fatta in casa, il ripieno saporito, il sughetto che si accordava alla perfezione con tutto il resto… Da mangiare all’infinito. Per secondo abbiamo ricevuto un capicollo di maialino nero di Sicilia con patacche, ginepro e vino cotto, il piatto che forse mi ha fatto impazzire meno ma su cui non c’è davvero nulla da dire. E infine la mia parte preferita, il dessert.

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Dopo una tarte tatin alle mele con coulis al basilico come pre-dessert, ecco arrivare uno squisito tronchetto al cioccolato e frutti di bosco con cremoso al pistacchio. Il mio secondo piatto preferito della giornata. Uno di quei dolci che vorresti avere nel frigo come scorta per sconfiggere anche il più ostico dei momenti di depressione. Ma le sorprese non erano finite perché ecco arrivare un bel caffè con tanto di cioccolatini e dolcetti artigianali ad accompagnarlo. Il mio paradiso!!!

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Insomma, credo che non ci voglia molto a capire perché Coria è uno dei miei ristoranti del cuore, né tantomeno perché dal 2012 viene annualmente insignito di una stella Michelin. Cibo eccellente, prezzo ampiamente nella media, simpatia e cordialità dello staff e una storia regionale raccontata perfettamente piatto dopo piatto. E poi, volete mettere il piacere di vedersi arrivare il conto in un bel libro? 😉

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Consigliato e straconsigliato. Bravi Francesco e Domenico!

Ristorante Coria – Via Infermeria, 24 Caltagirone – Tel. 0933 334615 – 0933 26596 95041                  Aperto dal martedì al sabato dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 22.30.
Chiuso domenica sera e lunedì intera giornata.        —->            www.ristorantecoria.it

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Lorena Lombardi

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