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[ Itinerari d'Autore ]

Provins, scenario medievale a due passi da Parigi

È giunto il momento di parlarvi di Provins, destinazione insolita a meno di un’ora dalla capitale francese. Mai sentito parlare? Eppure Umberto Eco ne era un gran fan! 😉

Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2001, Provins è una piccola fortezza medievale a due passi dalla capitale francese. È una delle mete insolite più amate dell’Ile de France. Con i suoi cinquantotto monumenti storici racchiusi tra le alte mura di cinta, infatti, questa cittadina riesce a stregare chiunque.

Piccoli cavalieri spade di legno alla mano, enormi edifici in pietra dalle minuscole porte in legno colorate, l’inconfondibile profumo di rose e di sidro che riempie l’aria, i falconieri e le dame a cavallo… Una gita a Provins è un vero viaggio indietro nel tempo a spasso per il medioevo! Non è un caso che sia stata scelta come scenario da Balzac per il suo romanzo Pierrette” del 1840, così come da Umberto Eco per il suo “Pendolo di Foucault” del 1988 o da Proust per “Jean Santeuil”, pubblicato postumo nel 1953.

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Provins si raggiunge prendendo il bus 50 (costo 2€) dalla stazione RER A di Disneyland Paris o tramite un collegamento diretto in treno da Gare de l’Est. Ad accogliervi e darvi il benvenuto all’ingresso di questa città della regione Champagne, un efficientissimo Ufficio del Turismo. Qui potrete acquistare i pass più adatti alle vostre esigenze, scegliere i biglietti per gli spettacoli e lasciarvi consigliare su cosa vedere e dove mangiare.

La mia visita di un giorno è iniziata, piantina alla mano, alla scoperta delle mura che circondano la cité médiévale per oltre un chilometro e mezzo. È possibile scegliere tra tre itinerari di differenti lunghezze ma personalmente vi consiglio di percorrere quello più esteso: la vista di cui godrete ripagherà di tutte le fatiche! Io e Alessandro, che non siamo affatto tipi sportivi, abbiamo scelto di goderci il paesaggio con tranquillità e la nostra mattinata è volata via così. Verso l’una poi, quando la fame ha cominciato a farsi sentire, abbiamo deciso di raggiungere il centro del borgo per scegliere un bel posto in cui pranzare.

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Ci siamo quindi diretti verso Place du châtel e attratti da un profumo delizioso, siamo entrati in una crêperie. Il locale si chiama La Fleur de Sel e la specialità della casa è la tipica galette bretonne, una crêpes salata al grano saraceno. Io non ho saputo resistere alla galette al sapore di rosa, mentre Alessandro ha optato per un ripieno al brie di Provins. Il tutto accompagnato da una bella bottiglia di sidro locale che, credetemi, è una vera goduria! Qualità-Prezzo? Ottima.

Terminato il pranzo, ci siamo avviati di corsa verso i teatri all’aperto per assistere agli spettacoli che ci erano stati consigliati da più e più persone. Il primo era uno show di falconeria, arte che a Provins è stata dichiarata patrimonio vivente dell’umanità. Il secondo, invece, raccontava la leggenda di Tebaldo IV di Champagne, cavaliere della città, con peripezie a cavallo, giocolieri, attori ed arcieri formidabili.

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Il nostro pomeriggio è continuato all’insegna della scoperta del borgo e dei dettagli nei vicoletti più nascosti. Grazie al PassProvins (11,40€), inoltre, abbiamo potuto visitare tutti i monumenti della città senza la scocciatura di dover acquistare i biglietti separatamente. Ecco i principali:

  • La grange aux dimes. Si tratta di un ex-mercato coperto dove, anticamente, i mercanti di tutto il mondo giungevano per vendere le proprie mercanzie. Attualmente, la struttura ospita un’esposizione permanente di manichini rappresentanti tutti mestieri del medioevo. Un’audioguida gratuita – in tutte le lingue meno che l’italiano! – vi sarà consegnata all’ingresso.
  • La tour César. Il simbolo di Provins. È un’imponente torre in pietra che deve il suo nome a Giulio Cesare che pare l’abbia fatta edificare. Purtroppo si tratta di una leggenda poiché la torre risale circa al 900 dopo Cristo. Nel corso degli anni è servita da prigione, rifugio militare e sede del governo, mentre oggi è il monumento più visitato della città. Di Giulio Cesare, però, nessuna traccia.
  • Le musée de Provins et du Provinois. Ospitato nell’edificio civile più antico della città, raccoglie oggetti di ogni epoca e genere ritrovati sul suolo provinense. Museo insolito per una meta insolita.
  • Les souterrains. Ciò che ho adorato di più a Provin. Si tratta di una visita guidata – anche questa in francese – nei cunicoli bui e umidi sparsi nel ventre del borgo. Sotto la città, infatti, esiste un immenso spazio buio che cela segreti e storie degne di un romanzo. Inizialmente creati per l’estrazione delle pietre di tufo, i tunnel vennero presto destinati agli usi più disparati. Mercati coperti, sale mortuarie, prigioni, rifugi per pellegrini, cantine, celle “frigo” per i macellai ma soprattutto, luogo di iniziazione per i massoni. Un luogo davvero affascinante. Un consiglio? Anche se è estate, portate una giacca.

I sotterranei, inoltre, celano un’altra leggenda a noi più vicina. Stando a quanto racconta il libro “Lettere a Belfagor: ricevute da Giulio Ferroni” di Gianmatteo Del Brica, pare infatti che Umberto Eco abbia copiato la storia del suo romanzo più celebre da un manoscritto trafugato proprio durante una visita ai cunicoli della città. Il manoscritto sarebbe appartenuto al critico Henri Mensonge che lo aveva intitolato “Le pendu de Lacan”, ma ad oggi non ci sono prove che confermino questa teoria.

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Al calare della sera, dopo tutto questo visitare e placata la nostra sete di sapere, abbiamo deciso di rilassarci con un giro alla Roseraie. Si tratta di giardino unico nel suo genere che si estende su 3,5 ettari e vanta centinaia di fiori, alberi, piante medicinali e ben 300 varietà di rose. Il complesso è privato (6,50€ l’ingresso) ed è impreziosito da una bella salle de thé dove gustare dolci fatti in casa e bevande alla rosa. Un vero e proprio angolo di paradiso.

Ancora un giro sui bastioni per goderci il tramonto ed ecco che è subito giunto il momento di tornare a casa. L’autobus è una severa macchina del tempo che riporta alla realtà. Ma torneremo, promesso.

CONSIGLI PRATICI:

  • Siamo in Francia. Se avete meno di 26 anni non dimenticate MAI di mostrare i vostri documenti, entrerete gratis dappertutto!
  • Armatevi di pazienza. purtroppo a Provins le visite guidate e gli spettacoli sono interamente in francese. Per fortuna, torverete brochure in italiano all’Ufficio del turismo.
  • Se avete la fortuna di poter restare almeno 2 giorni, non perdetevi il Banquet des Troubadours. È una cena a tema che si svolge in un castello con abiti d’epoca affittabili in loco a 5€. L’intrattenimento è affidato a giocolieri, acrobati e mimi. Costa 30€, si mangia da Dio e dura ben 3 ore. Da fare almeno una volta nella vita!
  • Acquistate biglietti e visite guidate direttamente all’ufficio del turismo, appena fuori le mura di cinta. Risparmierete tempo e soldi. Per maggiori informazioni cliccate qui.
  • Se siete in vacanza a Parigi e avete acquistato un pass Navigo o una carta ParisVisite zone 1-5, il viaggio è completamente gratuito.

 

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Lorena Lombardi

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