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[ Itinerari d'Autore ][ Travel diaries ]

Parigi mon amour: itinerario low cost e curiosità letterarie

Parigi è la mia seconda casa. Rappresenta un capitolo importante della mia vita, personale e professionale, e la porterò sempre nel cuore. Ci ho vissuto per qualche mese prima e per un anno poi e l’ho visitata in lungo e in largo, più e più volte. Mesi intensi, colmi di sorprese, scoperte e incontri. Mesi in cui ho sperimentato una vita stabile, fatta di lavoro fisso e certezze, che ho capito di non saper sostenere. Un periodo di convivenza durante il quale io e Ale abbiamo maturato l’idea di sposarci.  Un lasso di tempo lungo che mi ha permesso di conoscere a fondo una città che da sempre sognavo di vedere. Ho deciso dunque di condividerla con voi proponendovi  l’itinerario low cost (con curiosità libresche) che suggerisco ad amici e parenti in visita in città.


Può sembrare scontato, ma Parigi è una città davvero cara! È sempre meglio ricordarselo e partire preparati. Con questo itinerario di quattro giorni, però, sono sicura che riuscirete ad immergervi al meglio nella realtà parigina (scoprendo anche qualche chicca letteraria!) ottimizzando i tempi e limitando i costi.  Siete pronti? On y va!

Giorno 1 – Paris hors du temps

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Il mio punto di partenza preferito è l’Hotel de Ville, il municipio di Parigi (Fermata metro: Hotel de Ville-Linee 1 e 11). Un palazzine maestoso che si trova proprio al centro di tre tra i più importanti quartieri metropolitani, continuo viavai di gente, lingue e culture.  D’inverno, vi sorge un’enorme pista di pattinaggio su ghiaccio e d’estate, invece, campi da beach volley, beach soccer e quant’altro, animano la piazza. E pensare che un tempo era la celebre Place de Grève dove, per intenderci, venne impiccata la zingarella Esmeralda in Notre Dame de Paris. Ad ogni modo, prima di cominciare a visitare qualsiasi monumento, vi consiglio con tutto il cuore di entrare in una boulangerie lì accanto e iniziare la giornata con un gustoso croissant caldo (1€) o un delizioso pain au chocolat (1,20€).

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Da qui, poi, le opzioni sono due. O scegliere di girare sulla celebre Rue de Rivoli e dedicarsi a quello che i francesi chiamano elegantemente il “lecca-vetrine”, su uno dei viali preferiti dagli shopping addicted, o allungare su Rue du Renard fino a raggiungere il coloratissimo Centre Pompidou e l’altrettanto eccentrica fontana di Stravinsky, per poi tornare indietro su Rue de Sebastopol. In ogni caso vi ritroverete nel bel mezzo del centro nevralgico della città, Place du Châtelet. Da questo punto potrete ammirare la meravigliosa Tour Saint-Jacques, patrimonio mondiale dell’umanità. E poi giù verso la Senna – la vera regina di Parigi. Spesso io e Alessandro ci incamminiamo su Voie Georges Pompidou restando ogni volta incantati dal meraviglioso spettacolo della Concièrgerie e della Sainte-Chapelle che si stagliano sulla riva sinistra del fiume (acquistate il biglietto unico a 12,50€ qui). Un panorama prezioso avvalorato anche dal Pont Neuf, il ponte più antico della città. Da qui, se riuscite, allungatevi sull’Ile Saint Louis per ammirare la meravigliosa architettura dei palazzi haussmaniani e visitare, se vi va, l’Hotel de Lauzun dove Baudelaire visse scrivendo le prime poesie dei “Fiori del Male”.

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Attraversato il fiume, l’atmosfera cambierà come d’incanto. Se poi siete fan come me del romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo, troverete certamente pane per i vostri denti. Eccovi infatti nell’Île de la Cité, con il suo marché aux fleurs e i suoi edifici caratteristici, lì dove i Gargoyles vegliano sulla città dall’alto della meravigliosa Notre-Dame. L’ingresso alla chiesa è gratuito, mentre per le torri “di Quasimodo” il costo è di 8€ e 400 gradini. Personalmente adoro sedermi nel giardinetto sul retro della chiesa per leggere un bel libro e godermi una vista della cattedrale completamente inedita. Ma torniamo a noi. Dopo aver lasciato l’isola tramite il Petit Pont e dopo un’occhiata d’obbligo alla fontana di Saint-Michel e alla meravigliosa libreria Shakespeare & co., ecco che vi si parerà dinanzi il quartiere latino con i suoi ottimi ristorantini a basso costo (provate una tipica galette bretonne – costo medio 7€ – o una calda pita farcita – 5€!).

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E dopo aver pranzato, risalendo lungo il Boulevard Saint-Michel, potrete infine raggiungere a piedi il meraviglioso Jardin de Luxembourg.  Vi consiglio di entrarci dall’ingresso 19 bis che seppe incantare sia Flaubert, che lo descrisse nell'”Educazione Sentimentale”, che Hugo, il quale adorava passeggiarci il pomeriggio, scegliendolo anche come ambientazione per varie scene de “I Miserabili”. Non a caso, entrambi gli scrittori sono rappresentati come tanti altri da busti commemorativi. Dopo il meritato relax, tra regate di barchette in miniatura e la musica delle band sparse qua e là nel giardino, la cosa migliore da fare sarebbe allungarsi fino al vicinissimo Pantheon. Al suo interno è installato il celebre Pendolo di Foucault e sono seppelliti grandi scrittori come Voltaire, Rousseau e Dumas. E se le visite silenziose non sono ciò che amate di più, potrete comunque procedere nel movimentato quartiere alle spalle del monumento. Rue Mouffetard rappresenta la vera essenza del centro di Parigi e da qui, inoltre, potrete raggiungere la bellissima Place de la Contrescarpe descritta da Hemingway in “Festa Mobile”. Se invece voleste tornare indietro verso il teatro Odéon (fermata Odéon linee 10 e 4), il frenetico quartiere di Saint-Germain-des-Prés offre mille bar e locali tra cui passeggiare, oltre che decine tra i più importanti caffè letterari della Ville Lumière. Il mio preferito è il Café des Editeurs, all’uscita della fermata Odéon.


Giorno 2 – Paris Cliché

Il secondo giorno è da vivere all’insegna dei cliché e dei luoghi comuni. Perché sì, ogni tanto ci vuole proprio!

La mattinata non può dunque cominciare se non godendosi la vista sull’Arc de Tromphe (fermata Charles de Gaulle-Etoile linee 1, 2, 6 e RER A) per poi addentrarsi lungo gli Champs-Elysées. Mi sono sempre chiesta come dovevano essere al tempo della “Signora delle Camelie” di Dumas, che era solita passeggiare su questo viale già famoso al tempo. Oggi, si rimane estasiati dinanzi all’esorbitante numero di veicoli e persone che vanno e vengono, dai negozi di lusso, da i cabarets e dal rombo delle Ferrari sparse qua e là lungo la strada più celebre del mondo. Il mio consiglio è di percorrerla interamente a piedi, se potete, fino a Place de la Concorde dove campeggia il famoso obelisco che un pascià egiziano regalò a Napoleone. Da qui, finalmente, potrete intravedere da lontano la Tour Eiffel.

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Ma le sorprese non finiscono. Alle spalle della piazza, infatti, spuntano i giardini delle Tuileries. Un’immensa oasi di pace che fa da proemio a uno dei luoghi più visitati al mondo: il Louvre. Personalmente, non amo molto questo museo (preferisco di gran lunga il musée d’Orsay che si trova proprio sulla riva opposta del fiume) ma, non posso negare, che una volta a Parigi vada necessariamente visitato. Se poi siete rimasti rapiti da “Il codice da Vinci” di Dan Brown e volete assolutamente rivivere i misteri del libro, potete seguire l’itinerario Da Vinci Code (qui il percorso) che parte proprio dalla sala in basso alla piramide da cui entrò per la prima volta Robert Langdon. Il costo del non è affatto proibitivo (potete comprare il biglietto salta-fila a 12€ qui) e l’enorme distesa di opere mondiali è straordinaria. Purtroppo vi anticipo che la Gioconda è quasi sempre una gran delusione per tutti ma Amore e Psiche del Canova saprà consolarvi. Una volta usciti, foto di rito  alla piramide e via dritti verso Place Vendôme, l’Opéra e les Galerie LaFayette. E se siete stanchi, una bella omelette in uno dei cafés su Rue du Louvre o una baguette mangiata sul vicino Pont des arts, sapranno di certo rifocillarvi. 

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E se questa è la giornata dedicata ai simboli della Ville Lumière, il pomeriggio si dovrà obbligatoriamente trascorrere venerando la Torre Eiffel. Il simbolo per eccellenza di Parigi, il monumento più fotografato di sempre. E pensare che nessuno scrittore, all’epoca della sua costruzione, amava quello «scheletro di torre» (Paul Verlaine) così simile a «un comignolo di fabbrica» (Maupassant). Personalmente, io l’adoro. Il posto che preferisco per osservarla e fotografarla in tutta la sua maestosità è dalla collinetta di Trocadéro raggiungibile tramite le linee 6 e 9 della metropolitana. Amo prendermi tutto il tempo necessario per scendere e vederla materializzarsi davanti ai miei occhi sempre più grande. Volgere poi lo sguardo in su e desiderare di essere in vetta per ammirare il panorama. Se anche il vostro desiderio è quello di salire sulla dama di ferro, vi consiglio di farlo comprando il biglietto online che vi risparmierà un bel po’ di fila (15€ per la punta, 9€ per il secondo piano, i biglietti qui). E se Parigi vi ha già fatto spendere abbastanza, potreste provare anche a salire a piedi fino al 2°piano per poi proseguire gratuitamente sino alla punta. Ma attenzione, è solo per veri temerari! 😉

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Una volta giù, sarà ormai ora del tramonto e a Parigi il tramonto è stare sdraiati sul prato degli Champs de Mars sgranocchiando qualcosa e bevendo buon vino. Decine di turisti e parisiens aspettano che la torre si illumini al calar del sole, dunque anticipatevi. Ma se non siete fan dei picnic e volete concludere al meglio questa seconda giornata, vi consiglio un giro sui Bateaux Mouches  (13€). Non ve ne pentirete.


Giorno 3 – Paris Bohème

Ed eccoci già al terzo giorno per partire alla scoperto del vero sapore bohème di Parigi. E quale luogo migliore se non la meravigliosa collina di Montmartre con la sua candida Basilica del Sacro Cuore (fermata Anvers della linea 2). Potete raggiungerla a piedi o, se siete pigri come me, sfruttare la funicolare che al costo di un biglietto metro in pochi secondi vi condurrà alla vetta.

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Proprio dietro la chiesa (non vi consiglio di visitare cupola e le catacombe, soprattutto se siete già saliti su arco di trionfo, torre Eiffel o Notre-Dame), vi è il quartiere degli artisti. Una piazza, plâce du Tetre, che ha sempre saputo stregare chiunque con i suoi ritrattisti, caricaturisti e performer di ogni genere. Per non parlare delle più gustose colazioni e merende che abbia mai assaggiato: café crème,  chocolat chaud, crêpe ai marroni, baguette burro e marmellata… Che goduria! Ma torniamo a noi. Proseguendo su Rue Lepic, la caratteristica stradina dei mulini, potrete raggiungere il muro dei Je t’aime o il cimitero di Montmartre dove, tra i tanti, è seppellito Emile Zola. Non dimenticate poi di passare fugacemente nel quartiere a luci rosse di Pigalle, dove sorge il Moulin Rouge. E per i curiosissimi propongo un giro su rue Victor Massé, dove un tempo sorgeva il famoso cabaret Le chat noir. Pare che qui scrittori come Maupassant, Mallarmé, e più tardi Verlaine, trascorressero le loro serate bevendo assenzio. In questo locale Proust ha ambientato anche l’episodio di “Alla ricerca del tempo perduto” in cui Odette si reca in un cabaret assieme a Charlus. La zona non è molto raccomandabile quindi, attenti ai borseggiatori!

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Credits: Agathe Torres

Il pomeriggio avrete due possibilità. La prima prevede di visitare il celebre cimitero di Père Lachaise dove sono seppelliti tanti altri scrittori come Balzac, Perec o Wilde e dove c’è anche la visitatissima tomba di Jim Morrison. Da qui potrete raggiungere rue Oberkampf per trascorrere la vostra serata tra alcuni dei locali più cool di Parigi. Se invece ne avete abbastanza di tombe e cimiteri, la mia seconda proposta è quella di prendere la metropolitana e raggiungere Place de la Bastille e Place des Vosges. Se siete libromani potrete anche visitare la casa in cui visse Victor Hugo o, a pochi passi (esattamente al 3, rue de Sully), la bibliothèque de l’Arsenal. La sera potreste dunque restare nel Marais e gustare le ottime falafel del quartiere ebraico ma, se siete fan del genere, potreste anche sposarvi in metro e raggiungere l’Hard Rock Café (fermata Richelieu-Drouot, linee 8 e 9). A voi la scelta.


Giorno 4 – Paris Banlieue

Per concludere al meglio questa piccola vacanza ciò che vi consiglio di dirigervi fuori Parigi scegliendo due delle più visitate destinazioni della capitale. Ovviamente, il mio luogo del cuore è Disneyland Paris (fermata Marne-la-Vallée/Chessy, RER A) di cui ho già parlato in quest’articolo. Se sapete già in che giorno volete visitare il parco, acquistate i biglietti qui circa 5 giorni prima della partenza e risparmierete un bel pò!

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Se poi le vicende del Re Sole vi hanno sempre affascinato, potete scegliere di dirigervi verso la reggia di Versailles che merita ugualmente. Anche in questo caso, però, vi consiglio di trascorrervi l’intera giornata acquistando qui il vostro passeport Versailles che vi darà accesso agli appartamenti, ai giardini e al grande e piccolo Trianon. Se poi siete fortunati, nel periodo estivo, potreste ritrovarvi lì durante “les grandes eaux nocturnes”, uno spettacolo serale senza eguali con fuochi d’artificio, fontane danzanti e tanto altro.


CONSIGLI PRATICI

  • Se avete meno di 26 anni, mostrate sempre la carta d’identità all’ingresso di tutti i monumenti. La maggior parte, infatti, offre l’ingresso gratuito ai giovani.
  • Se soggiornate tra il lunedì e la domenica successiva, acquistate un pass Navigo Decouverte e caricatelo per una settimana con la zona 1-2 (5€ + 20,40€). Vi consentirà di usufruire di qualsiasi mezzo di trasporto all’interno di Parigi e lo potrete conservare per la prossima vacanza in città. Difetto: acquistabile fino al giovedì, c’è bisogno di una foto e non vale per raggiungere Disneyland Paris.
  • Dovete ancora acquistare il volo? Provate a vedere se Transavia serve l’aeroporto più vicino a voi. Le tariffe partono da 29€.
  • Portate sempre con voi qualcosa di molto caldo. Parigi è imprevedibile anche d’estate.
  • L’acqua costa moltissimo. Acquistatela al supermercato e se siete in un ristorante chiedete una caraffe d’eau: è gratuita.
  • Se volete viaggiare comodi e senza sbattervi qua e là con le valigie per cercare il vostro hotel, provate SuperShuttle. Vi condurrà fin dove desiderate a poco più del prezzo dei normali collegamenti Parigi-Aeroporti.
  • Evitate tutto ciò che vi fanno passare per caffé pseudo-italiano.
  • Attenzione alle borse in metro.

Spero che questo itinerario possa essere di vostro gradimento e, qualora decidiate di seguirlo, mandatemi tante foto!!!

 

 

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lorlombardi

2 Comments

  1. Grazie per aver ricordato che anche a Parigi ci sono i borseggiatori! 🙂

    1. Dovevi scrivere anche che se ti rubanoperdi tutti i documenti bisogna andare al consolato e non come tutti pensano all’ambasciata!

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