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[ Itinerari d'Autore ]

Luoghi letterari e cinematografici del commissario Montalbano

“Festival Strada degli Scrittori” è la manifestazione che racconta la Sicilia attraverso i grandi romanzi di chi vi ha vissuto e preso ispirazione. Mostre, reading, cene letterarie… Il viaggio itinerante in sei tappe proporrà tantissime attività che, dall’Agrigento di Pirandello alla Racalmuto di Sciascia, daranno nuova vita ai luoghi letterari che sorgono lungo la SS640, la “strada degli scrittori”. Il weekend che sta per venire, ad esempio, sarà interamente dedicato a Camilleri e alla sua Porto Empedocle. Una tappa che celebrerà l’autore che ha reso  nuovamente celebre la lingua sicula.


Andrea Camilleri è il noto scrittore siciliano che ha dato vita all’ormai conosciutissimo commissario Montalbano. Il suo merito, oltre a quello di aver ideato un personaggio ormai famoso in tutto il mondo, è stato quello di aver saputo creare un nuovo linguaggio caratterizzato da una particolare commistione di italiano e siculo. Un lavoro duro, come lo stesso scrittore ha spesso ammesso, che tenta di imporre il “flusso di un suono” inserendo cenni dialettali su una rigida e prefissata struttura sintattica italiana e che ha avuto il suo meritato successo.

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Le storie del commissario Montalbano, infatti, sono ormai conosciutissime e chiunque conosce i nomi a loro associati delle città di Vigata e Montelusa. La prima prende ispirazione dalla città natale dello scrittore, Porto Empedocle, mentre la seconda riprende un’idea di Pirandello che in molte novelle vi faceva coincidere Agrigento.

“Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare.”

Ma a cosa pensava esattamente Camilleri quando ha creato le prime ambientazioni del Commissario Montalbano?  Geograficamente potremmo dire che tutti i luoghi da lui immaginati si collochino più o meno tra “la collina di Girgenti e il mare africano”. Le descrizioni che ne fa Camilleri sono meravigliose ma ad impreziosirle non sono solo le belle viste, il mare e la paesaggistica, bensì le persone, gli usi e i costumi che lo scrittore riporta con particolare minuzia. Potremmo dunque affermare che vicende e personaggi sono talmente ben caratterizzati che i paesi inventati dallo scrittore sanno farsi paradigma della vera autenticità siciliana. Quindi, sì, esistono la spiaggia con il faro, la casa in riva al mare, la mànnara o le trattorie ma queste non sono poi così diverse da tutte quelle che potremmo incontrare in giro per la bella isola.

Alessandro tra "la collina del Girgenti e il mare africano"!
Alessandro tra “la collina del Girgenti e il mare africano”! 🙂

Oggi, però, quando si pensa ai luoghi del commissario Montalbano viene quasi automatico fare riferimento a quelli che la fiction Il commissario Montalbano ci ha imposto. Il problema, però, è che la realtà letteraria e quella cinematografica non si sono incontrate e la Porto Empedocle o l’Agrigento a cui faceva faceva riferimento Camilleri si sono materializzate nelle altrettanto meravigliose città barocche del ragusano. Ma poiché, come ho già detto, le descrizioni di Camilleri si sposano bene con qualunque altra città siciliana, non è stato difficile per noi farle rientrare nel nostro immaginario. Vi mostro qualche esempio.

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La meravigliosa casa in riva al mare in cui, secondo i romanzi, vive Montalbano, ha lo stesso charme di questa bellissima villa di Punta Secca che il telefilm ha reso celebre. Allo stesso modo, la mànnara in cui i più terribili criminali si incontrano e scontrano in molti episodi, sembra proprio essere la Fornace Penna di Cava d’Ispica scelta dagli sceneggiatori.

Era una zona che si chiamava Marinella. Costruite propio sulla rena c’erano in tutto tre o quattro villette, assai distanti l’una dall’altra. […] Ogni villetta aviva inoltre, sul davanti, un piccolo terrazzino indovi la sira si poteva macari mangiare taliando il mare. Ogni volta che ci passava davanti, ci lassava il cori: se arrinisciva a trasire in una di quelle villette, non ne sarebbe nisciuto mai piu’. Maria, che sogno! Susirisi la matina presto e caminare a ripa di mare! E macari, se il tempo si isava, farisi una longa nuotata!

Il caposquadra assegnò il posto lasciato vacante da Peppe e Caluzzo, e precisamente il settore detto la mànnara, perché in tempi immemorabili pare che un pastore avesse usato tenervi le sue capre. Era un largo tratto di macchia mediterranea alla periferia del paese che si spingeva quasi fin sulla pilaia, con alle spalle i resti di un grande stabilimento chimico, inaugurato dall’onnipresente onorevole Cusumano quando pareva che forte tirasse il vento delle magnifiche sorti e progressive, poi quel venticello rapidamente si era cangiato in un filo di brezza e quindi si era abbacato del tutto: era stato capace però di fare più danno di un tornado, lasciandosi alle spalle una scia di cassintegrati e disoccupati. Per evitare che le torme vaganti in paese di nìvuri e meno nìvuri, senegalesi e algerini, tunisini e libici, in quella fabbrica facessero nido, torno torno vi era stato alzato un alto muro, al di sopra del quale le strutture corrose da malottempo, incuria e sale marino, ancora svettavano, sempre più simili all’architettura di un Gaudí in preda ad allucinogeni.

Insomma, io che sono una fan sia dei libri che del telefilm, sono andata a vedere da vicino tutti i luoghi della serie e devo ammettere che le descrizioni dell’autore si sposano proprio bene con le zone scelte. Dal 2014, infatti, sia i luoghi letterari che quelli cinematografici di Montalbano fanno parte del patrimonio delle Eredità Immateriali della Regione Sicilia tutelate dall’Unesco. Vigata, dunque, esiste davvero e vive anche grazie alla sua duplice identità. Quella letteraria, immaginata dall’autore e che questa settimana si celebra al Festival Strada degli scrittori, e quella cinematografica, che arriva al cuore di turisti e spettatori. Luoghi simbolici che ormai fanno parte di noi.


Per i più curiosi ecco un libro edito da Sellerio, la casa editrice di Camilleri, che è interamente dedicato ai luoghi di Montalbano. Io l’ho adorato!

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Lorena Lombardi

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