Lettere dal mio mulino Daudet
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Lettere dal mio mulino di Alphonse Daudet

Lettere dal mio mulino è una raccolta di novelle di Alphonse Daudet. Scritte e pubblicate su svariati giornali (Le figaro, L’Evenement, Le bien publique…) tra il 1867 e il 1869, le lettere vennero poi riunite in un solo libro alla fine 1869 dall’editore Heizel, il primo che notò il forte potenziale delle storie raccontate. Ma chi era questo Alphonse Daudet e, soprattutto, perché ve ne parlo? Tra gli scrittori preferiti di Zola, Daudet è noto come il “Dickens di Francia”, nonostante la sua fama vado man mano affievolendosi soprattutto all’estero. Le sue Lettere dal mio mulino, tuttavia, restano una raccolta molto letta qui in Francia e per me rappresentano il tipico libro che, pur non nascendo come un testo di letteratura di viaggio, esercita in pieno questa funzione grazie alle meravigliose descrizioni contenute al suo interno che hanno il potere di trascinare il lettore in luoghi lontani.


Nelle Lettere dal mio mulino Daudet immagina di vivere in un incantevole mulino alle pendici delle Alpilles, in Provenza, sua terra natale. Da qui scrive un resoconto delle sue esperienze per gli amici rimasti a Parigi, dipingendo un ritratto quanto mai realistico della Francia del Sud, dei suoi caratteristici personaggi e delle sue leggende. Nonostante il titolo, però, non si tratta di vere e proprie lettere in quanto nei testi non appare destinatario, né le formule epistolari classiche di apertura e chiusura. Potremmo piuttosto parlare di ritratti e storie eterogenee, a volte molto diversi tra loro, che presentano tuttavia una coesione a prima vista inspiegabile. Dal bucolico al tragico, passando per il comico e burlesco, i racconti sono infatti collegati da un unico grande elemento: lo stile dello scrittore.

(…) Io mi tengo la stanza al piano di sotto, tutta imbiancata, col tetto basso e a volta come nel refettorio di un monastero. È da qui che vi scrivo, con la porta spalancata sulla luce del sole. Una bella pineta luccicante si estende in discesa fino alla costa. All’orizzonte, le Alpille si frastagliano in tante vette sottili… Nessun rumore…
Solo a volte, da lontano, si avverte il suono di un piffero, di un chiurlo tra i campi di lavanda, dei sonagli delle mule per strada…

Alphonse Daudet scrive con una leggerezza fuori dal comune, come se stesse chiacchierando con un amico davanti a una tazza di caffè. La sua prosa è fresca e ricca, ogni parola è messa al posto giusto e le sue pagine sprigionano una forza visiva senza eguali. Il punto forte delle Lettere dal mio mulino, infatti, sono le descrizioni che fanno sì che l’universo narrativo sembri materializzarsi proprio davanti ai nostri occhi. Aggettivi, dettagli, sensazioni, sentimenti… Tutto quello che ci si aspetta è lì ed è forse proprio per questa specifica caratteristica che il libro, secondo me, può essere anche considerato come un testo di letteratura di viaggio.

La cosa più bella della Camargue è il Vaccarès.
Spesso, finita la caccia, vengo a sedermi sulle sponde di questo lago salato, un piccolo pezzo di mare che sembra essersi staccato dal suo fratello maggiore, racchiuso tra due lembi di terra e conosciuto proprio per questa sua prigionia. (…) Verso le cinque di sera, quando il sole si avvicina all’orizzonte, le sue tre leghe d’acqua senza una barca, né una vela a limitarne la distesa, hanno un aspetto ammirevole. (…) Da lontano, lo scintillio delle onde attira truppe di orchetti marini, aironi, tarabusi, fenicotteri dal petto bianco e le ali rosa, in fila per pescare lungo il litorale (…) e poi Ibis, veri Ibis d’Egitto, felici come a casa in questo splendido e silenzioso paesaggio assolato. Dal mio posto, in effetti, non si sente nient’altro che l’acqua che sciaguatta e la voce dei guardiani che richiamano i cavalli dal pascolo sulle rive.

Un viaggio che avviene sia sul piano temporale che spaziale, alla scoperta della Provenza del 19° secolo. Villaggi che profumano di origano e rosmarino, scorci pittoreschi invasi da mille colori, il sole caldo sui campi di grano e di lavanda, lo spettegolare della gente tra il rumore dei carretti, le tradizioni dei paesini…  Ma Daudet va anche oltre e cita spesso luoghi lontani, come l’Algeria o la Corsica, con la stessa energia descrittiva di cui è capace. Il tutto, impreziosito da iconici personaggi e più o meno celati riferimenti satirici nei confronti di alcune particolari categorie del tempo come quella dei preti, un po’ troppo sensibili ai piaceri della carne, o dei doganieri, rinomati per la poca voglia di lavorare. Un ritratto, dunque, che offre varie sfaccettature di una stessa realtà e che ci ingloba così verso scenari sempre diversi.

Un libro, e un viaggio, che vale davvero la pena di vivere.

Sta per piovere, il cielo è grigio, le cime del Monte Zaccar sono avvolte nella nebbia. Una domenica triste… Nella mia piccola camera d’albergo, con la finestra aperta sui bastioni arabi, cerco di distrarmi accendendomi una sigaretta… (…) Questa stanza è triste. I grandi ragni del mattino, chiamati anche pensieri filosofici, hanno tessuto ragnatele in ogni angolo… Meglio andar fuori.
Sono sulla grande piazza. La banda della terza linea, per nulla intimorita da un po’ di pioggia, si è appena disposta intorno al maestro.  (…) Una mezza dozzina di giovani arabi semi-nudi gioca a biglie in un angolo lanciando grida feroci. Un vecchio ebreo vestito di stracci torna sul posto alla ricerca di un raggio di sole lasciato qui ieri, sorpreso di non ritrovarlo più..

NB. Ho letto Lettere dal mio mulino in lingua originale (Lettres de mon moulin) e, purtroppo, la versione italiana attualmente non è reperibile se non in cartaceo. La traduzione dei passi citati, dunque, è mia. Se però, come me, siete fan della carta stampata e non volete perdervi questa meravigliosa raccolta, cliccate sul link in basso.

Se poi vi è venuta voglia di scoprire un po’ meglio la Provenza con i suoi campi di lavanda, potete cliccare qui.

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Lorena Lombardi

2 Comments

  1. Uh, non lo conoscevo. Grazie per averne scritto e per la traduzione 😊

    1. Grazie a te per aver apprezzato! =) Spero tu possa leggerlo presto…

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