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Lettera alla mia cara Campania

Cara Campania, 

ti scrivo una lettera da molto lontano. Sono andata via tempo fa e ogni giorno aspetto di ritornare, in silenzio, per poter finalmente riassaporare il profumo del tuo mare e dei tuoi limoni. C’è chi dice che io sia una vigliacca, che io sia scappata. Può darsi, ma voglio che tu sappia che se sono andata via non l’ho fatto per causa tua ma per chi ogni giorno ti rende un luogo sempre meno vivibile. Ormai tutti ti conoscono come la Terra dei fuochi… Io però amo chiamarti “casa mia”, seppur il numero di amici e parenti che ho visto ammalarsi e, nel peggiore dei casi, andar via sia davvero elevato. Non sono scappata da te, sia chiaro, ma la vita è così, imprevedibile, una, e ti costringe a fare delle scelte che forse non vorresti neanche prendere. Sei una terra meravigliosa, cara Campania, e ciò che mi fa più male è vedere che tra chi è rimasto e combatte per te, c’è purtroppo anche qualcuno che ti tratta male come mai sei stata trattata.

Campania PaestumaNFITEATRO campano

Tu, che vedesti sanniti, romani, greci e normanni contendersi le tue terre. Tu che nell’VIII secolo A.C guardarsi nascere ad Ischia, Partenope (Napoli) e Poseidonia (Paestum) alcune tra le più fiorenti colonie greche mai esistite. Tu che vedesti scegliere Capua prima come capitale della Dodecapoli etrusca e poi come seconda città dell’impero romano, sede del Senato. Tu che fosti scelta dall’imperatore Augusto come provincia di Roma e diventasti una delle terre più interessanti da conquistare per bizantini e longobardi. Perché vieni trattata così?

Reggia_di_Caserta_-_panoramioAmalfi_coast_at_Minori Piazza Plebiscito Bernini Canova

Hai visto Virgilio fondare la sua famosa scuola sulle tue coste e Boccaccio innamorarsi perdutamente della sua Fiammetta alle pendici del Vesuvio. Desti i natali a Torquato Tasso, Giordano Bruno e Giambattista Vico e nel corso della storia attirasti a te artisti come il Bernini, il Vanvitelli, Caravaggio e Canova. Le tue acque ad Acciaroli ispirarono Hemingway e a Napoli la tua bellezza affascinò Stendhal… Per non parlare delle sale della Reggia di Caserta in cui danzò il fior fiore dell’aristocrazia mondiale. Cos’hai fatto per meritarti tutto questo cara Campania?

Vesuvio_cartolina

Sei sopravvissuta alla terribile eruzione del 79, alle alluvioni e al disastroso terremoto del 1980. Riuscirai mai a sopravvivere alla spaventosa cattiveria umana? Il tuo passato e le tue indiscutibili lodi basteranno mai a porre fine alle denigrazioni, agli incendi e alla malavita organizzata che da anni ti corrodono? Io, da lontano, sono certa che ancora una volta riuscirai a risplendere e, con l’inguaribile speranza di cui hai dotato chiunque sia nato tra le tue braccia, già mi vedo sulle tue coste, tra qualche anno, a mangiare pizza e a godere del meraviglioso panorama di un Vesuvio di nuovo verde.

A presto Campania mia.
Tua figlia,
Lorena

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Lorena Lombardi

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