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[ Travel diaries ]

Il mio sogno chiamato Disneyland Paris

Ieri è stato il compleanno di una persona importante, un genio, uno dei miei miti. Il 5 dicembre 1901 nasceva Walter Elias Disney. L’uomo che ha insegnato a sognare al mondo intero e che è stato fonte d’ispirazione per molti, me compresa. Disneyland Paris è una delle sue tante creature e io ho avuto il privilegio di poterci lavorare.


Un luogo che fa rima con felicità, gioia, spensieratezza e che per me rappresenta tanto altro ancora. In primis, Disneyland Paris mi ha insegnato a credere in me stessa e nei miei sogni, anche quelli che sembrano irrealizzabili. Proprio a Disneyland, infatti, ho realizzato una delle tante cose che da bambina non avrei mai creduto potesse accadere e che invece è diventata la mia quotidianità senza che neanche me ne rendessi conto. Per circa un anno ho fatto parte di un team che produce magia allo stato puro e ho regalato momenti unici a migliaia di persone.

Oggi quindi non vi descriverò il parco da semplice turista. Oggi voglio condurvi alla scoperta dei miei 12 mesi a Disneyland Paris.

E come cominciare se non mostrandovi i tanti personaggi che quotidianamente ho avuto la fortuna di incontrare?

Un anno intero è lungo ma a Disneyland ogni stagione ha qualcosa di diverso. Primavera, estate, autunno, inverno e poi Natale, San Patrizio, Halloween, Pasqua… È sempre il momento buono per festeggiare. E non solo. Puoi trovarti ad affrontare avventure che mai avresti immaginato. Lavorare con Indiana Jones alle ricerche in un tempio sperduto in India e, qualche mese dopo, essere catapultata e imprigionata in una sontuosa villa vittoriana infestata dal fantasma di una sposa.

Scorrazzando qua e là tra ambientazioni fantastiche, poi, sono anche riuscita a riacchiappare per la coda quell’ingenuità che stavo perdendo. È stato bellissimo vivere negli stessi luoghi che avevo a lungo immaginato non solo guardando i cartoni animati, ma anche leggendo tutte quelle meravigliose fiabe che li hanno ispirati. Così ho preso un tè con Alice nel Paese delle Meraviglie (dopo essermi persa nel suo curioso labirinto), ho volato con l’ombrello di Mary Poppins, ho viaggiato in Jeep tra le strade di Agrabah e mi sono sentita una regina sulla carrozza di Cenerentola. E poi ancora mi sono persa tra le ampie distese del Far West cercando l’oro in una miniera, sono stata lanciata in orbita con un cannone aerospaziale, ho sfiorato le nuvole volando su una mongolfiera e ho camminato tra le strade di una graziosa cittadina americana del 1900.

La vita è stata più bella e più leggera a Disneyland Paris e, sembra scontato, ma davvero non c’è posto migliore per sognare. Credo sia proprio necessario ogni tanto dedicarsi un po’ di tempo per tornare bambini. E creare un luogo in cui ciascuno ne fosse capace, questa era la grande ambizione di Walt Disney.

The happiest place on earth – Where dreams come true

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lorlombardi

0 Comments

  1. Bravissima Lorena! Articolo fenomenale.. Mi hai fatto rivivere i bei giorni trascorsi a Parigi.

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